Fondazione Don Niso Dallavalle

STATUTO

PREMESSA
La Fondazione Don Niso Dallavalle trae origine dal desiderio delle Sorelle componenti la Comunità di Rosa Mistica di ridare vita e continuità all’Opera fondata e intrapresa dal compianto Don Niso Dallavalle dal 1957 e proseguita sino ad oggi.
La Fondazione, nel raccogliere il testimone dalla Comunità di Rosa Mistica, intende rinnovare la memoria della luminosa figura di Don Niso, sacerdote della Diocesi di Piacenza e docente del Liceo Classico M. Gioia della stessa città, nel quarantesimo anniversario dalla sua prematura scomparsa, ricordato ancora da molti ex allievi, colleghi, confratelli o concittadini come esempio di sacerdote esemplare e di educatore illuminato dei giovani.
L’opera di don Niso, che si è sviluppata al servizio della Scuola e della Chiesa, è rivolta anche a tutti coloro – singoli o in gruppo – che siano alla ricerca di spiritualità cristiana e vogliano contribuire a promuoverla nel campo sociale, della cultura, dello sviluppo e del benessere umano e della salvaguardia dell’ambiente e del creato.

Articolo 1
Costituzione
E’ costituita ai sensi degli artt. 14 e seguenti c.c. una Fondazione denominata “Fondazione Don Niso Dallavalle”.

Articolo 2
Sede
1. La Fondazione ha sede in Piacenza, via Zoni n. 18.
2. La sede operativa è in Loc. Torrazzetta, Borgo Priolo (PV). Delegazioni ed uffici potranno essere costituiti sia in Italia che all’estero onde svolgere, in via accessoria e strumentale rispetto alle finalità della Fondazione, attività di promozione, sviluppo ed incremento di relazioni nazionali ed internazionali finalizzate al raggiungimento degli scopi della Fondazione stessa.

Articolo 3
Scopo
1. La Fondazione, che non ha scopo di lucro e non può distribuire utili, persegue esclusivamente finalità di pubblica utilità e intende operare nei settori della beneficenza; della formazione cristiana; della istruzione; della assistenza sociale; della tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente; della promozione della cultura e dell’arte; della formazione religiosa, il tutto nel solco dell’insegnamento evangelico e ispirandosi al carisma testimoniato da Don Niso Dallavalle.
2. In particolare, la Fondazione ha come scopo e finalità:
a) la formazione umana, cristiana e culturale di tutti, in modo particolare dei giovani, attraverso la creazione di eventi, giornate e incontri educativi o religiosi destinati alle giovani generazioni, nell’ottica della loro crescita e del loro inserimento lavorativo e professionale. All’uopo gli immobili in dotazione alla Fondazione saranno utilizzati per campi estivi o invernali o per altre iniziative destinate a giovani per le finalità sopraelencate;
b) la beneficenza, in un’ottica di promozione dell’istruzione, attraverso il sostegno della Scuola intitolata a Don Niso eretta dal 2005 a Gbatobè in Togo, alla quale sarà devoluta parte delle eccedenze di esercizio.
Sarà promossa altresì la pratica delle adozioni a distanza di bambini e adolescenti nei Paesi in via di sviluppo, allo scopo di sostenerne la crescita e l’istruzione;
c) la beneficenza e l’assistenza di persone disabili o altre persone che vivano in situazioni di disagio personale, morale o familiare (ad esempio, ragazze madri o abbandonate). In proposito sarà perseguita la collaborazione con altri enti di pubblica utilità che nello spirito cristiano siano orientati a tale precipuo scopo;
d) la formazione cristiana e il sostegno morale e umano delle famiglie, specialmente quelle che si trovano in crisi o in pericolo di disgregazione.
Pari attenzione sarà prestata alle persone singole e, senza distinzioni, alle coppie, anche non coniugate, che, con buona volontà e nella sincera ricerca di Dio, vogliano riscoprire o approfondire la propria dimensione religiosa e spirituale oppure, essendo lontane dalla Chiesa, desiderino avvicinarsi ad essa;
e) il sostegno alla vita spirituale di coloro che all’interno della Chiesa Cattolica, sono impegnati nella conoscenza e nel cammino di conversione proposto da Gesù Cristo nel Vangelo e che ha sostenuto e ispirato la vita di don Niso Dallavalle e della Comunità di Rosa Mistica. Tutte le strutture della Fondazione potranno essere messe a disposizione per questa finalità anche in funzione di Corsi di esercizi spirituali non organizzati dalla Fondazione stessa;
f) l’accoglienza di persone che in determinate situazioni di vita necessitano di un tempo di riposo, di tranquillità nello spirito, di discernimento vocazionale, siano esse laiche o consacrate, permettendo loro, se ritenuto opportuno, di partecipare e di collaborare a titolo volontario e in un clima di assoluta familiarità, allo stile di conduzione delle strutture;
g) l’istruzione e la cultura: sarà perseguita la promozione dello studio delle lingue classiche e delle discipline umanistiche, anche avvalendosi della collaborazione di docenti del Liceo Classico M. Gioia o di altri enti a ciò dedicati. Saranno organizzati corsi, cicli di incontri e seminari, sia direttamente negli immobili di proprietà della Fondazione sia attraverso il supporto a scuole, enti, luoghi di formazione dei giovani e delle giovani. L’attività culturale e di istruzione della Fondazione comprenderà anche altri ambiti del sapere umanistico, scientifico e sociale, in dipendenza degli argomenti e delle materie che la Fondazione stessa o il suo Comitato Scientifico riterranno di interesse, di innovazione e di attualità;
h) l’incontro ecumenico con i rappresentanti di altre confessioni religiose che siano animati da analogo spirito di fratellanza nella comune fede in Dio.
Saranno promossi pertanto incontri di preghiera, anche aperti a fedeli di culti acattolici;
i) la Fondazione sarà disponibile ad accogliere o sostenere esperienze formative o altre attività promosse dalle Diocesi di Piacenza – Bobbio e di Tortona, attinenti agli scopi sopra individuati.
3. Gli scopi della Fondazione, come divisati nel presente articolo, non sono modificabili con alcuna delibera del Consiglio di Amministrazione.
4. Tuttavia, qualora taluno degli scopi o una parte di essi divenisse impossibile a perseguirsi o divenisse di scarsa utilità o comunque si rivelasse inadeguato rispetto alle mutate esigenze dei tempi, in mancanza dei presupposti di cui agli artt. 27 e 28, primo comma, c.c., potrà essere modificato così da mantenere utilità o essere reso adeguato, purché non determini un rilevante allontanamento dagli originari scopi della Fondazione.

Articolo 4
Attività strumentali, accessorie e connesse
1. La Fondazione può svolgere qualsiasi attività strumentale, accessoria e connessa ai propri scopi.
2. E’ vietato alla Fondazione svolgere attività diverse da quelle istituzionali se non a queste direttamente connesse.
3. La Fondazione, per il raggiungimento dei suoi scopi, può tra l’altro:
a) stipulare ogni opportuno atto o contratto, anche per il finanziamento delle operazioni deliberate, tra cui, senza l’esclusione di altri, finanziamenti e mutui, la locazione, l’assunzione in comodato o l’acquisto in proprietà o altro diritto reale di immobili, la stipula di convenzioni di qualsiasi genere con Enti Pubblici o Privati, che siano considerate opportune ed utili per il raggiungimento degli scopi della Fondazione;
b) amministrare e gestire i beni di cui sia proprietaria, locatrice, comodataria o comunque detenuti o posseduti;
c) stipulare convenzioni e contratti per l’affidamento a terzi di parte delle attività nonché di studi specifici e consulenze;
d) partecipare ad associazioni, enti ed istituzioni la cui attività sia rivolta, direttamente o indirettamente, al perseguimento di scopi analoghi a quelli della Fondazione medesima; la Fondazione può, ove lo ritenga opportuno, concorrere anche alla costituzione degli anzidetti organismi;
e) promuovere o sostenere iniziative, manifestazioni, convegni, incontri ed eventi strumentali al perseguimento dei propri scopi o comunque finalizzati a favorire la diffusione o la sensibilizzazione delle istituzioni o del pubblico a riguardo degli scopi medesimi;
f) promuovere iniziative di riconoscimento e valorizzazione di comportamenti virtuosi o di testimonianza cristiana nel mondo dell’assistenza, della formazione, della educazione, della tutela della natura e dell’ambiente, della cultura e dell’arte, anche attraverso l’erogazione di premi o borse di studio;
g) svolgere attività di formazione, corsi e seminari attinenti, direttamente o indirettamente, ai settori d’interesse della Fondazione;
h) svolgere, in via accessoria o strumentale al perseguimento dei fini istituzionali, attività di commercializzazione, anche nel settore dell’editoria e degli audiovisivi in genere o a mezzo internet;
i) può locare anche in via transitoria parte dei beni che costituiscono il patrimonio al fine di reperire risorse per il mantenimento dei beni stessi o per finanziare le proprie attività istituzionali;
j) svolgere in genere ogni attività idonea o di supporto al perseguimento delle finalità istituzionali, compresa la raccolta di fondi e finanziamenti, sia direttamente sia attraverso altri enti, per la realizzazione ed il sostegno delle proprie iniziative.

Articolo 5
Patrimonio
1. Il patrimonio della Fondazione è costituito dal fondo di dotazione e dal fondo di gestione.
2. Il fondo di dotazione è composto dai beni che sono oggetto dell’atto di dotazione nonché dai beni mobili e immobili che successivamente pervengano a qualsiasi titolo alla Fondazione allo scopo di incrementarne la dotazione.
3. Il fondo di gestione è costituito
a) dalle rendite e dai proventi derivanti dal patrimonio della Fondazione medesima;
b) da eventuali donazioni, lasciti testamentari, contributi di Enti pubblici, locali, statali o dell’Unione Europea, se non espressamente destinati al fondo di dotazione;
c) dai ricavi delle attività istituzionali, accessorie, strumentali e connesse.
4. Il fondo di gestione è impiegato per il funzionamento della Fondazione e per la realizzazione dei suoi scopi.
5. La Fondazione potrà, con delibera motivata del Consiglio di Amministrazione, destinare parte del fondo di gestione non utilizzato all’incremento del fondo di dotazione.

Articolo 6
Organi della Fondazione
Sono organi della Fondazione:
- il Presidente;
- il Consiglio di Amministrazione;
- il Collegio dei Probiviri;
- l’Assemblea dei Sostenitori (o degli Amici della Fondazione);
- il Comitato Scientifico.

Articolo 7
Il Presidente
1. Il Presidente viene eletto dal Consiglio di Amministrazione a maggioranza assoluta di voti e dura in carica per tutta la durata del Consiglio di Amministrazione. Nella prima seduta di insediamento assume le funzioni di Presidente il consigliere più anziano di età.
2. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione ha la rappresentanza legale della Fondazione di fronte a terzi ed in giudizio.
3. E’ compito del Presidente:
a) determinare l’ordine del giorno, convocare e presiedere le adunanze del Consiglio di Amministrazione nonché curare l’esecuzione delle relative deliberazioni;
b) esercitare la sorveglianza sull’andamento morale ed economico dell’istituto;
c) assumere, nei casi d’urgenza ed ove non sia possibile una tempestiva convocazione del Consiglio di Amministrazione, i provvedimenti indifferibili ed indispensabili al corretto funzionamento dell’Istituzione sottoponendo gli stessi alla ratifica del Consiglio di Amministrazione medesimo entro il termine improrogabile di 10 giorni dalla data di assunzione del provvedimento.

Articolo 8
Consiglio di Amministrazione
1. Il Consiglio di Amministrazione è composto da cinque membri, compreso il Presidente. I membri del Consiglio di Amministrazione, fatta salva la composizione prevista nell’atto costitutivo, sono nominati come segue:
a) tre consiglieri sono designati dalla Associazione laicale Comunità di Rosa Mistica, sentito il parere conforme del Vescovo di Piacenza. Qualora venisse ad estinguersi la Comunità di Rosa Mistica, la nomina spetterà al Vescovo di Piacenza;
b) un consigliere è designato dai familiari di don Niso Dallavalle, in persona del di lui fratello, Dott. Erasmo Dallavalle, o suoi eredi;
c) un consigliere è nominato dalla Associazione Amici di don Niso. Qualora detta associazione dovesse estinguersi, la nomina spetterà ai familiari di don Niso Dallavalle in persona del di lui fratello, Dott. Erasmo Dallavalle, o suoi eredi.
2. I consiglieri durano in carica cinque anni a decorrere dalla data di insediamento dell’organo e potranno essere riconfermati più di una volta senza limiti temporali.
Per non essere considerata rinunciataria, la persona designata quale consigliere dovrà accettare la carica entro un mese dalla comunicazione di nomina.
Alla eventuale surroga dei posti vacanti, fino alla scadenza del mandato quinquennale, provvederà il soggetto che aveva nominato il consigliere venuto meno.
Qualora per qualunque motivo il soggetto indicato non voglia o non possa procedere alla nomina o alla surroga entro due mesi dalla formale richiesta scritta, i posti scoperti saranno assegnati dal Vescovo di Piacenza o, in subordine, dal Vescovo di Tortona.
3. Con deliberazione assunta a maggioranza dei due terzi del Consiglio, purché vi sia il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri di nomina diocesana o della Comunità di Rosa Mistica nonché il voto favorevole del consigliere nominato dai familiari di don Niso Dallavalle, i membri del Consiglio possono essere esclusi in caso di
a) grave inadempimento ai doveri verso la Fondazione. A titolo esemplificativo si considera grave inadempimento l’assenza non giustificata da tre riunioni consecutive del Consiglio di Amministrazione;
b) accertata condotta contraria agli scopi e alle finalità della Fondazione;
c) fallimento, condanna a pena detentiva per delitti non colposi o, previa contestazione all’interessato, altre gravi e motivate ragioni.
4. Il Consiglio di Amministrazione ha tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione.
5. Tra i suoi membri il Consiglio di Amministrazione può nominare consiglieri delegati per atti o per categorie di atti.
6. Sono in ogni caso attribuiti al Consiglio:
a) la nomina, tra i propri membri, del Presidente ed eventualmente del Vice Presidente;
b) l’approvazione del bilancio preventivo e di quello consuntivo;
c) la deliberazione di accettazione di donazioni, eredità o legati nonché la decisione sulla destinazione delle rendite ad incremento del fondo di dotazione;
d) l’approvazione, con la maggioranza dei due terzi, delle modifiche dello Statuto;
e) l’eventuale nomina di un Direttore Generale o di un Comitato Scientifico o altri organismi interni con funzione consultiva o esecutiva ritenuti opportuni per lo svolgimento delle attività della Fondazione;
f) la fissazione di criteri per l’adesione di sostenitori della Fondazione e la deliberazione sulla loro esclusione;
g) la costituzione e la risoluzione di rapporti di lavoro con i dipendenti della Fondazione;
h) l’autorizzazione al Presidente o a singoli consiglieri al compimento di atti di straordinaria amministrazione;
7. Le deliberazioni riguardanti le modifiche statutarie consentite dalla legge o dallo statuto devono essere approvate con la maggioranza dei due terzi dei componenti, con il parere favorevole del Vescovo di Piacenza.
8. Le deliberazioni previste dall’art. 3 ultimo comma del presente statuto devono essere approvate all’unanimità del Consiglio di Amministrazione, con il parere favorevole del Vescovo di Piacenza.

Articolo 9
Adunanze del Consiglio di Amministrazione
1. Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente di propria iniziativa o su richiesta di almeno due membri con preavviso di almeno tre giorni.
2. L’avviso di convocazione, da recapitarsi con missiva o posta elettronica o altro mezzo idoneo, deve contenere l’ordine del giorno, il luogo e l’ora della seduta.
3. Il Consiglio si riunisce validamente qualunque sia il numero degli intervenuti, purché risultino correttamente convocati tutti i componenti.
4. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza dei presenti, salvi diversi quorum legali o statutari.
5. Le deliberazioni constano da apposito verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario eletto in seno al Consiglio e conservato in apposito libro.
6. E’ fatto obbligo a ciascun consigliere di astenersi dalle deliberazioni in conflitto di interessi con la Fondazione.

Articolo 10
Assemblea dei Sostenitori (o degli Amici)
1. L’Assemblea dei Sostenitori (o Assemblea degli Amici della Fondazione) è formata da tutti i sostenitori della Fondazione e si riunisce su richiesta di almeno un quinto dei suoi membri o su convocazione del Presidente.
2. L’Assemblea dei Sostenitori supporta le attività della Fondazione e formula proposte e pareri non vincolanti sui programmi e sull’attuazione degli scopi.
3. Sono Sostenitori della Fondazione tutte le persone fisiche o giuridiche che, avendo apportato o impegnandosi ad apportare a qualsiasi titolo un contributo, anche non economico, agli scopi della Fondazione, sono state ammesse dal Consiglio di Amministrazione.
4. Sono considerati sostenitori anche personalità che, per i propri meriti nei settori di attività della Fondazione, siano stati insigniti dal Consiglio di Amministrazione del titolo di membro onorario della Fondazione.
5. I Sostenitori possono essere esclusi con deliberazione del Consiglio di Amministrazione qualora si rendano inadempienti agli obblighi assunti o si rendano responsabili di comprovati comportamenti contrastanti con gli scopi della Fondazione.

Articolo 11
Comitato scientifico
1. Può essere nominato dal Consiglio di Amministrazione un Comitato Scientifico, composto da un numero da tre a sette membri, scelti tra persone di provata competenza nelle attività funzionali al raggiungimento degli scopi della Fondazione.
2. Il Comitato Scientifico è presieduto dal Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, o da un consigliere suo delegato, che riferisce al Consiglio di Amministrazione circa le valutazioni espresse dal Comitato stesso
3. Il Comitato Scientifico ha funzione consultiva, di impulso e di verifica affinché l’attività della Fondazione risponda, anche sotto il profilo qualitativo, agli scopi statutari; si occupa, in particolare, di esaminare, valutare, coordinare la fase attuativa di progetti, iniziative o collaborazioni con altri enti e verificarne i risultati in relazione alle finalità e agli scopi della fondazione.
4. Il Comitato Scientifico, validamente costituito, ha una durata in carica corrispondente a quella del Consiglio di Amministrazione che l’ha nominato; in caso di dimissioni o impedimento di uno dei suoi membri, il Consiglio di Amministrazione provvede alla surrogazione per il rimanente periodo del mandato. Il Consiglio di Amministrazione può, altresì, provvedere alla revoca e alla sostituzione dei membri del Comitato per gravi motivi disciplinari, previa contestazione dell’addebito e in contraddittorio con l’incolpato.
5. Il Comitato Scientifico è convocato dal Presidente, di propria iniziativa ovvero ogni qualvolta almeno tre membri del Comitato ne facciano richiesta, con avviso scritto, recante l’ordine del giorno e inviato con almeno cinque giorni liberi di anticipo. Le riunioni sono valide con l’intervento della maggioranza dei membri, fra cui il Presidente o chi lo sostituisce, e le deliberazioni sono approvate a maggioranza di voti.

Articolo 12
Collegio dei Probiviri
Il Collegio dei Probiviri è formato da almeno tre membri scelti e nominati dal Consiglio di Amministrazione ed è organo consultivo economico e contabile della Fondazione, vigila sulla gestione finanziaria, cura la regolare tenuta delle scritture contabili, esamina le proposte di bilancio preventivo e conto consuntivo e può essere invitato a partecipare senza diritto di voto alle riunioni del Consiglio di Amministrazione.
Ha durata corrispondente a quella del Consiglio d’Amministrazione ed è diretto da un presidente.

Articolo 13
Esercizio finanziario
1. L’esercizio finanziario ha inizio il 1 gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.
2. Entro tale termine il Consiglio di Amministrazione approva il bilancio economico di previsione dell’esercizio successivo ed entro il 30 aprile successivo il rendiconto economico e finanziario di quello decorso. Qualora particolari esigenze lo richiedano, l’approvazione del rendiconto può avvenire entro il 30 giugno.
3. Eventuali utili ed avanzi di gestione sono destinati esclusivamente agli scopi istituzionali.
4. E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili.
5. Tutte le cariche nella Fondazione sono di regola gratuite. Ai membri del Consiglio di Amministrazione, in ragione delle funzioni individuali eventualmente attribuite, o al Direttore Generale o ad altre figure che prestino opera per la Fondazione, può essere corrisposta una indennità fissata dal Consiglio stesso in misura non superiore al compenso consentito dall’art. 10 del D.Lgs. n. 460/1997 o sue successive modificazioni.

Articolo 14
Scioglimento
1. In caso di scioglimento della Fondazione per qualunque causa, il patrimonio verrà devoluto con deliberazione del Consiglio di Amministrazione alla Diocesi di Piacenza-Bobbio o in alternativa, con deliberazione unanime del Consiglio di Amministrazione, ad altro Ente che, nell’ambito della Chiesa Cattolica, persegua i medesimi scopi della Fondazione.
2. La devoluzione di cui al comma precedente avverrà con l’onere per l’Ente destinatario di assicurare il ricordo della figura di don Niso Dallavalle.

Articolo 15
Rinvio
Per quanto non previsto dal presente statuto si applicheranno le disposizioni del codice civile in tema di fondazioni di diritto privato.

Articolo 16
Prima composizione degli Organi
1. Gli organi della Fondazione così come composti in forza dell’atto costitutivo potranno immediatamente e validamente operare fino alla scadenza del primo quinquennio dalla costituzione della Fondazione.
2. Il mandato dei primi componenti del consiglio d’amministrazione potrà essere rinnovato.
3. Su conforme parere della Comunità di Rosa Mistica (o, in mancanza, del Vescovo di Piacenza) e della famiglia di Don Niso, rappresentata dal dott. Erasmo Dallavalle (o dai suoi eredi), potrà essere elevato a sette il numero dei consiglieri e, in tal caso, alla Comunità di Rosa Mistica (o, in mancanza al Vescovo di Piacenza) spetterà la nomina di cinque consiglieri che godano del gradimento del Vescovo di Piacenza.